FINANZA ETICA: DALLE MAG ALLA BANCA ETICA

Relatore: Giovanni Acquati
Domande e Risposte

Vorrei cominciare in modo molto semplice dicendo che questo della finanza etica e` un risultato che puo` essere paragonato alla punta di un iceberg con una storia che e` cominciata appunto 17 anni fa quindi nel '78 quando e` nata una Mag a Verona per finanziare un gruppo di giovani che avevano occupato delle terre incolte e contemporaneamente avevano cominciato a cercare dei soldi. A questo punto delle persone piu` interessate o che hanno visto piu` in la` hanno cominciato a pensare alla possibilita` di mettere in piedi una struttura finanziaria alternativa. Perche` non pensare che deve essere possibile mettere insieme i soldi per questo tipo di iniziative piuttosto che darli a una struttura finanziaria o banca qualsiasi dove poi non e` piu` possibile controllare il flusso di questo risparmio e va a finire chiaramente sempre a persone che gia` un pacco di quattrini e non a chi ne ha veramente bisogno? Bisognava allora trovare uno strumento che fosse in grado di intervenire in maniera differente, perche` dei progetti che non presentano delle garanzie patrimoniali non sarebbero mai finanziati da una banca normale. Nel momento in cui ci si mette a fianco a delle realta` che hanno bisogno e` logico che bisogna iniziare con criteri diversi di scelta e distinzione per cui diverse devono essere anche le garanzie da richiedere. Quindi il patrimonio non poteva essere un criterio unico di scelta. Ma come si puo` essere cosi` pazzi da dare soldi senza nessuna garanzia. Pero` cosi` e` stato, e` stato un bel rischio e anche quando e` nata la Mag2 di Milano due anni dopo quella di Verona, si e` costituita per sostenere e finanziare una cooperativa sorta contestualmente. Quindi i soldi venivano presi e dati a questa cooperativa con l'obiettivo di dire: da una parte ci deve essere la realta` finanziaria che raccoglie il denaro e lo mette a disposizione di altri progetti e di altre iniziative, dall'altra parte ci devono essere i progetti che hanno realmente bisogno. Questo collegamento fra risorsa finanziaria e territorio e` stata una delle condizioni fondamentali che hanno permesso di sviluppare tutta l'iniziativa. Se fosse fallita la prima cooperativa finanziata probabilmente il resto non sarebbe andato avanti; perche` poi a seguito di quel primo intervento sono nate tutte la altre Mag che in tutto sono otto. Oggi si sono ridotte a 5 per via della nuova normativa entrata in vigore nel '94 e che ha cambiato un po' le regole del gioco perche` non hanno piu` permesso di avere quei librettini di risparmio che ne facevano una delle sue particolari caratteristiche.

Facendo ora qualche passo indietro: quando ci siamo posti il problema di come mettere in moto un nuovo processo finanziario che fosse un servizio dirette alle realta` piu` concrete che avevano veramente bisogno e` ovvio che abbiamo anche cominciato a porci il problema di che cosa finanziare, come finanziare, come intervenire. Che qualita` di progetti, che forma societaria. Allora visto che siamo sempre stati orientati verso una dinamica indirizzata all'autogestione, che in fondo significa gestirsi con le proprie mani, con le proprie forze, senza farsi gestire da altri, tenere nelle mani le cose che si hanno, quindi anche il denaro, cercando di orientare il denaro secondo quello che sono i nostri principi, i nostri valori, abbiamo fatto una scelta a priori sugli obiettivi dei nostri finanziamenti: cooperative ed associazioni. Perche` cooperative ed associazioni? Proprio perche` fanno parte di questo terzo settore non profit, che e` quello meno considerato e meno trattato nel mercato istituzionale. Chi ha avuto esperienza in una cooperativa sa bene quando ci si rivolge ad una banca cosa la banca risponde. Difficilmente si arriva a finanziare e a sostenere un progetto di questo genere. Di conseguenza cooperative ed associazioni necessitando di uno strumento di finanziamento diverso da una normale banca, sono state prioritarie nelle nostre scelte. Seconda cosa: quali settori finanziare? Anche qui, se si voleva parlare di una finanza etica, di una finanza alternativa, non si poteva finanziare qualunque cosa. A questo punto tre sono state le scelte che sono state fatte originariamente e che sono ancora alla base di quello che e` la situazione attuale della finanza etica. Anzitutto il sociale e la solidarieta`, quindi questo grande settore che vuol dire anzitutto cooperative sociali, cioe` cooperative che fanno lavorare persone che hanno qualche forma di svantaggio a livello sociale, ma non e` stato privilegiato solo questo ma anche tutte le situazioni di disagio esistenti: dai giovani alle donne senza occupazione ai cassaintegrati, che spesso sono dei casi molto difficili perche` non trovano piu` lavoro. Quindi questo vasto settore del sociale e della solidarieta`.
Altro settore grandissimo sul quale noi interveniamo in maniera abbastanza forte e` quello dell'ambiente e dell'ecologia. Anche questo proprio di fronte ad una realta` economica che come vi renderete perfettamente conto anche voi va un po' contro quelle che sono le logiche di questo sistema. Economia ed ecologia hanno la stessa radice : “eco”, quasi a significare che dovrebbero viaggiare in modo parallelo, ma di fatto non e` cosi`. L'economia e` altamente contraria oggi all'ecologia, anzi una produzione ecologica e` una produzione piu` costosa e di conseguenza poco economica e spesso rifiutata dalle aziende. Non si puo` andare avanti cosi` e tutti riconoscono che prima o poi bisognera` invertire questa tendenza e di conseguenza economia ed ecologia devono andare di pari passo. Cosi` cercare di creare delle strutture e degli strumenti che cerchino di intervenire in progetti e prodotti che facciano dell'ambiente e della sua difesa la loro base di sviluppo e` fondamentale.
Il terzo ambito che e` un'acquisizione importante soprattutto degli ultimi tempi e` quello della cultura e dell'informazione. Anche qui si potrebbe fare un lungo preambolo. Cultura ed informazione; voi sapete bene che noi oggi siamo nel mondo dell'informazione, informazione che io non credo di dire una parola grossa dicendo che e` un'informazione manipolata da grandi mezzi di comunicazione di massa in mano a pochissime persone. Quanti giornali piccoli nascono e quanti muoiono perche` non hanno le risorse sufficienti per poter continuare. Quante notizie interessanti e vere non vengono riprese dalla stampa tradizionale perche` magari troppo pericolose e invece magari sono riportate in moltissimi di questi bollettini e di questi giornali indipendenti. Altra questione: la cultura, l'arte, lo spettacolo. Io sono abituato a pensare che questa forma: l'arte, lo spettacolo, la cultura sono patrimonio storico di un popolo, se questo spazio viene ad essere chiuso, vuol dire che c'e` poco spazio per la creativita` e invece e` assolutamente indispensabile che questo spazio si rinvigorisca, prenda piede e pero` noi assistiamo molto spesso ad un affossamento di idee e di iniziative, io invece credo che questo sia uno spazio da rinvigorire, uno spazio che ha bisogno di notevoli risorse. Ho voluto dirvi tutto cio` semplicemente per farvi capire qual e` il fondamento su cui si basa questo progetto. Non poteva essere un qualcosa che va a finanziare qualsiasi cosa. Anzitutto perche` non ci sarebbero stati capitali sufficienti, seconda cosa perche` rischiava di diventare un progetto come tanti altri senza nessuna caratteristica. Eticita` invece significa anche incominciare a porsi il problema di cosa finanziare. E non semplicemente ho il denaro, lo posso prestare a qualcuno che mi offre delle garanzie e glielo do a un certo tasso di interesse. No, non e` solamente questo. Mi devo anche domandare a chi lo do e perche` glielo do e a quali condizioni, condizioni che ovviamente devono essere diverse da quelli dei normali istituti finanziari.
Se noi in questi 15 anni di storia della Mag avessimo usato criteri identici a quelli usati dalle normali banche avremmo finanziato solo il 20% dei progetti che ci sono capitati. Oggi il circuito delle Mag conta ormai circa 5000 soci, circa 450 progetti finanziati e sostenuti, migliaia di posti di lavoro, 22 miliardi di capitale con giro annuale di circa 10/ 15 miliardi, quindi un capitale che gira molto e che e` investito su piu` progetti.
E' un giro di affari di una certa consistenza, pur essendo piccolo se confrontato con quello di una qualunque banca tradizionale, pero` ha messo in moto un sacco di progetti, perche` anche con piccoli investimenti di 15 o 20 milioni si riescono a fare tante cose. E tutto cio` veramente al servizio di quelli che sono piu` deboli e non per coloro che hanno un patrimonio da offrire. Questa e` sicuramente una delle nostre caratteristiche che se noi ci trovassimo in un ambito bancario non verrebbero accolte. Una banca infatti non finanzierebbe mai senza garanzie patrimoniali. Ma nel momento in cui le garanzie richieste sono la conoscenza delle persone e dei progetti e la capacita` di analisi di questi progetti, e` evidente che le garanzie sono molto superiori a qualunque tipo di patrimonio. E infatti le insolvenze sono molto piu` basse rispetto a quelle che ha il circuito bancario tradizionale. Quindi sono facilmente coperte da tutta una serie di riserve che vengono accumulate di anno in anno.
Ormai alle nostre spalle abbiamo 15 anni di depositi consolidati.

Ora stiamo per fare un passo importante che e` quello della Banca Etica.

Vi ho parlato di Mag prima perche` e` un'esperienza che precedente a quella della banca, ma anche perche` e` molto importante tenere in considerazione un fatto molto semplice che potete leggere anche su questi cartelli che dicono “metti i tuoi capitali dove ci sono le tue idee”. Sono le parole chiave che riassumono un principio fondamentale infatti dietro qui c'e` il concetto della trasparenza. Quindi il concetto fondamentale che sta dietro l'esperienza della Mag e che sara` anche da fondamento anche della banca etica e` proprio l'idea della trasparenza. E voi sapete cosa vuol dire trasparenza bancaria, ma la vera trasparenza significa cosa ne fai del capitale. E' su questo punto che negli anni settanta e poi anche negli anni ottanta sono nate anche delle lotte vere e proprie di contestazione che hanno in parte anche rafforzato il movimento delle Mag. Infatti per diventare socio di una Mag bisogna scegliere che il proprio denaro, il proprio risparmio venga investito almeno in parte in maniera completamente diversa. Dico in parte perche` noi non possiamo essere un'alternativa alla banca, perche` non abbiamo un sistema di conto corrente. E' quindi la nostra un'alternativa parziale a quella della banca. Nel nostro processo di sviluppo noi di fatto abbiamo usato un sistema che era possibile in Italia nel mondo delle cooperative, infatti le cooperative possono ancora oggi raccogliere del risparmio tra i propri soci, pagano un interesse e su questo interesse c'e` una ritenuta d'acconto.
Oggi con la nuova legislazione finanziaria ci sono state imposte due regole fondamentali: la prima regola e` che per fare attivita` finanziaria bisogna avere come minimo un miliardo di capitale sociale e quindi molte Mag che non l'hanno raggiunto si sono accorpate e ne sono rimaste 5 rispetto alle 9 che c'erano precedentemente. Il secondo aspetto della legge consiste nel fatto che l'attivita` di raccolta pagando un interesse e contestualmente l'attivita` di impiego non era piu` possibile. Cosi` noi che tenevamo i libretti di risparmio con interesse fisso non potevamo piu` operare. Avremmo potuto operare fino al 97 termine finale della vecchia legge. Un'altra fattore subentrato con la nuova legge e` che nelle stesse cooperative che raccolgono risparmio per se` stesse, quindi che non fanno attivita` di finanziamento, la percentuale di raccolto del risparmio non puo` essere piu` di tre volte il capitale sociale della cooperativa. Allora la Mag 2 come le altre Mag hanno deciso di chiedere ai soci di trasferire tutto il loro risparmio in capitale sociale.
Pero` a questo punto verso la fine del 1994, anno in cui e` entrata in vigore la nuova legge ci siamo posti il problema se valeva la pena o no di mettere in moto un altro processo che potesse essere una soluzione piu` completa e piu` ampia; cioe` quella di realizzare una vera e propria banca. Non potendo piu` tenere i libretti di risparmio ci si e` chiesti perche` non cercare di fare qualcosa che a questo punto vada ad approfondire il progetto creando una vera e propria banca. Pero` c'era tutto il problema della raccolta del capitale e soprattutto quello che ha un po' bloccato all'inizio e` stata la prospettiva di mettersi in un mondo particolare con delle regole tutte sue che non sono cosi` facili da ordinare o da capire o da accettare.
Pero` alla fine dopo lunghe discussioni e` prevalsa l'idea di tentare la costituzione della banca, che abbiamo definito Banca Etica proprio per dare un senso piu` profondo alla nostra iniziativa, che voleva comunque essere qualcosa di molto diverso dalla costituzione di una semplice banca.
Inizialmente ci siamo posti il problema se valesse o no la pena mettere in piedi una banca, avevamo chiesto ad esperti molti dei quali dubitavano della nostra iniziativa, perche` mettersi oggi a costituire una finanziaria o una banca suona un po' fuori luogo, per il semplice fatto che non c'e` molto denaro circolante in piu`, non siamo infatti in una fase di espansione economica. Potevamo solamente trovare una nicchia specifica di mercato che poi era la nostra e tentare di trasferire una parte di denaro da una banca tradizionale o da una finanziaria tradizionale alla Banca Etica. Su questa nicchia di mercato dopo aver fatto analisi gli esperti che avevamo contattato ci hanno dato parere positivo perche` l'intenzione era quella appunto non di creare qualcosa che stesse in mezzo a tutti gli altri, ma qualcosa di molto preciso e definito. Appunto una Banca Etica che avesse come caratteristiche definite il patrimonio storico delle Mag.
Nel momento in cui ci siamo messi in moto per un processo di questo genere, ci siamo scontrati subito, scontrati in termini positivi in questo caso, con le regole della Banca d'Italia. In effetti oggi la Banca d'Italia ha la possibilita` di dare autorizzazione su tre tipi di banche:
  • -una banca di credito cooperativo (le ex-casse rurali) che pero` hanno una dimensione locale, vale a dire possono operare nel comune nel quale hanno la propria sede e nei comuni limitrofi.
  • -il secondo tipo di banca e` la cosiddetta banca popolare che e` anch'essa una banca cooperativa con un limite di raccolta del capitale e che pero` puo` agire su tutto il territorio nazionale.
  • -la terza forma e la SPA classica.
  • La nostra scelta iniziale e` stata per una banca di credito cooperativo, pero` abbiamo chiesto alla Banca d'Italia la possibilita` di operare su tutto il territorio nazionale. Come contropartita il fatto che noi limitavamo la nostra operativita` ad alcuni settori ben specifici, sia dal punto di vista della raccolta dei capitali che dal punto di vista del loro impiego. Ancora oggi dopo parecchi mesi dal lancio del progetto non conosciamo la risposta della Banca d'Italia. La Banca d'Italia doveva emanare una circolare in gennaio, ma concretamente non ha ancora fatto niente, attraverso la quale regolarizzare la nostra posizione, non tanto con un cambiamento della normativa, ma tramite un'applicazione particolare della normativa attualmente esistente. In questo modo garantendo a noi la possibilita` di operare in altre realta` territoriali, ma solo in determinati settori. Tutto questa possibilita` e` quindi legata alla decisione della Banca d'Italia che ancora non e` venuta, pero` in questo momento c'e` gia` tutta una campagna messa in moto attraverso cui stiamo cercando di raccogliere fondi per il nostro progetto.
    Siamo arrivati ad una raccolta di fondi di un miliardo e 300 milioni, ma il nostro obiettivo minimo sono 5 miliardi. Questo obiettivo era da raggiungere entro giugno e non credo che ci arriveremo. Se tutto va bene a quell'epoca dovremmo essere sui 3 miliardi. Tuttavia con questa somma potremmo gia` fare una richiesta per l'apertura di un banca di credito cooperativo, perche` infatti basterebbero due miliardi, pero` poi nel frattempo si deve continuare nella raccolta del capitale.
    E' successo anche che durante la nostra campagna di promozione forse sono sorti alcuni equivoci, perche` la gente pensava che la Banca Etica gia` ci fosse infatti in tanti ci chiamavano dicendo che volevano aprire un conto corrente o comunque investire del denaro. Pero` bisogna dire che la banca non c'e` ancora perche` appunto per aprire una banca bisogna cominciare ad acquisire il capitale sociale. Attualmente quindi si sta cercando di raccogliere questo capitale sociale.
    Ma per realizzare che cosa? Da quando la stampa e l'informazione in generale ha cominciato a parlare della costituzione di questa Banca Etica sono nati un po' in tutte le banche conti correnti etici, fondi di investimento etici e cosi` via. Io nell'ultimo foglio informativo che ho scritto per la Mag 2 sottolineo la necessita` di andare a vedere che cosa significa eticita` per questi prodotti. Il conto corrente etico significa che una banca classica tradizionale dice ai propri clienti: date a me i vostri soldi, io li uso come meglio credo, quindi posso anche finanziare fabbriche di armi, ditte inquinanti, voi potete solo gestire l'interesse che date all'associazione che vi sembra piu` meritevole. Se la finalita` e` legittima tuttavia bisogna chiarire che si tratta di una sottoscrizione che uno puo` fare in qualunque momento senza bisogno di un conto corrente etico. Puo` scegliere un'associazione e decidere che ogni mese regala una certa cifra.
    Quindi il conto corrente etico di una banca tradizionale e` una forma di difesa che il mercato finanziario tradizionale ha pensato per potersi accaparrare questa parte di pubblico che ha compreso essere un mercato propizio, perche` c'e` sempre piu` gente che pensa di usare almeno una piccola parte del proprio denaro in qualcosa di diverso e di etico senza badare al massimo rendimento. Non e` questa una decisione piu` tanto insolita, infatti quando si vuole fare qualcosa eticamente e soprattutto all'inizio quando si decide di intervenire su delle realta` meno patrimonializzate e con piu` problemi e` ovvio che non si puo` neanche puntare a far pagare loro un grosso interesse ed quindi altrettanto vero che non si puo` pensare di pagare degli interessi elevati sui capitali che ci vengono messi a disposizione. Per cui una delle regole dell'eticita` e` che la scelta non puo` essere basata sul massimo profitto deve essere una scelta legata ad una profonda motivazione culturale, quindi una scelta precisa tramite la quale destino in una certa direzione una parte del mio capitale, consapevolmente. Per le banche normali invece il discorso e far rendere il capitale al massimo usandolo in qualunque modo. Stesso discorso per i fondi di investimento etici che hanno lo stesso principio: gli interessi possono essere destinati a varie associazioni socialmente utili, mentre non c'e` controllo del capitale.
    Nel caso della Banca Etica invece non c'e` sottoscrizione ma un uso diverso del capitale. Non si tratta qui di dare una cifra per dire ho dato qualcosa, non ci penso piu` e cosi` ho la coscienza a posto. No, non si tratta di questo. Qui si tratta di qualcosa di diverso, qui e` scegliere una parte del proprio capitale e destinarlo li`. Non e` dare un qualcosa a fondo perso, e` innescare un meccanismo finanziario nuovo e sempre piu` gente lo capisce, gia` 5000 persone lo hanno capito nella Mag e hanno messo in moto questo processo di sviluppo finanziario. Ma non e` abbastanza perche` le richieste sono sempre piu` elevate e sempre piu` interessanti. Ed e` proprio per questo che ci serve uno strumento banca, non perche` le Mag spariranno, anzi saranno costantemente l'elemento di coagulo del territorio e punto di riferimento soprattutto per la conoscenza delle singole realta`, dei settori e dei progetti, insomma per una conoscenza diretta. Ma abbiamo bisogno anche di uno strumento che dia la possibilita` di essere piu` agile. Conti correnti, libretti, possibilita` di fare delle operazioni. Per cui e` indispensabile che nasca questa banca e che venga acquisito il capitale necessario affinche` si metta in moto davvero il processo per realizzarla.

    Tra poco, spero presto, ci saranno due strumenti: uno la Mag territoriale, in Lombardia la Mag2, in Piemonte la Mag4, in Emilia la Mag6 il Consorzio finanza etica in Veneto, a Padova la CTM Mag etc etc., quindi una serie di Mag esistenti e che continueranno ad esistere; a fianco delle Mag ci sara` il progetto banca che vendera` certificati di deposito, che comincera` ad avere i propri conti correnti, i libretti di risparmio. Ribadisco che il concetto fondamentale della Banca Etica non sara` quello del massimo profitto, all'interno della Banca Etica uno non deve pensare di comportarsi come in una banca tradizionale. L'importante nel caso della Banca Etica non e` il massimo interesse acquisito sul denaro prestato, ma la sicurezza che il capitale viene investito in qualcosa di serio e che io posso controllare. Perche` la trasparenza, come era nelle Mag sara` uno dei presupposti fondamentali anche della Banca Etica. Sara` sempre scritto l'elenco dei progetti finanziati, qualunque socio lo potra` sempre sapere dove i suoi quattrini sono andati a finire. E questo e` uno degli elementi chiavi per creare questa conoscenza diretta fra chi ha il denaro e il progetto che viene finanziato.
    In piu` uno e` sempre libero di fare le sue scelte. Gia` all'atto dell'investimento uno puo` investire in un prodotto finanziario specifico destinato in modo prioritario ad un particolare settore. Quindi puo` deciderlo prima, anche se non in modo eccessivamente rigido. E qui spendo qualche parola in piu` per spiegarmi meglio.

    In Germania per esempio esiste la “Oko Bank”, che e` una vecchia realta` bancaria nell'area ambientalista, nata con principi di eticita` molto forti. Ha creato dei fondi ma molto rigidi: il fondo donne, il fondo autogestione, il fondo ambientale etc. Avendo pero` creato una fortissima rigidita` interna per la quale i fondi di un settore non possono essere trasferiti ad un altro, fa si` che loro abbiano molti capitali che sono inutilizzati. Ci sono infatti alcuni fondi che hanno pochi mezzi e grandi richieste e altri che hanno tantissimi mezzi e pochissime richieste. Questo non e` il caso della Banca Etica che ritiene invece importante una certa elasticita` negli investimenti. Tuttavia resta valida la regola che ognuno puo` determinare il proprio investimento e controllare anche come e` stato impiegato.
    Un ultimo aspetto che mi pare importante sottolineare e` che la partecipazione di un grande numero di soggetti e` garanzia di un controllo diffuso e di una maggiore difficolta` per singole persone o gruppi ristretti di controllare tutta la questione. L'esempio piu` immediato e` questo. Se noi volessimo fare della Banca Etica una SPA avremmo gia` una fila di fondazioni disponibili ad acquisire il nostro capitale, in particolare fondazioni bancarie. Perche` le banche hanno tutto l'interesse ad investire su un prodotto del genere per controllarne il suo sviluppo. Un caso in Italia gia` esiste: la Banca di Roma con la fondazione Banca di Roma ha creato la Compagnia per gli investimenti sociali; 18 miliardi con capitale di una societa` sola, da destinare per finanziamenti nell'economia sociale. E' un prodotto estremamente sano, vengono fatti veramente investimenti nell'economia sociale soprattutto per grandi progetti. Ma il problema che c'e` un unico proprietario che e` la Banca di Roma . Se volessero potrebbero cambiare amministrazione del fondo e quindi anche le regole del gioco.
    Da parte nostra e` ovvio che potremmo immediatamente costruirla questa Banca Etica SPA con anche 30 o 40 miliardi di capitale sociale, pero` il rischio grosso e` che si pone il nostro capitale nelle mani di queste grandi realta` finanziarie che poi prendono tutte le decisioni autonomamente.
    Per cui il tentativo che noi stiamo facendo adesso e` evitare che entrino queste grandi realta` economico finanziarie per far si` che il capitale sia il piu` possibile diffuso. L'ultimo dato che ho saputo oggi e` che sono 500 gia` i soci, purtroppo investono ancora poco, la gran parte infatti da 100.000 mila lire e con cifre i tempi di costituzione del capitale si allungano di parecchio. Quindi per accelerare il processo e` importante mettere qualcosa di piu`, ma e` anche importante che questo capitale sia fortemente diffuso e non sia nelle mani di poche persone.

    DOMANDE DAL PUBBLICO.
    Vorrei sapere cosa potrebbe succedere se la risposta di Banca d'Italia fosse negativa o comunque diversa dalle aspettative.

    Io vorrei chiedere se il capitale che si sta raccogliendo adesso per Banca Etica viene investito nelle Mag o che altro.

    Vorrei sentire la tua opinione sulla cooperazione internazionale, se nella cooperazione ci sono altri progetti simili alla Banca Etica.

    Quali potranno essere i criteri per cui la Banca Etica finanziera` una cooperativa piuttosto che un'altra, il numero di posti di lavoro che potranno essere creati oppure le possibilita` di riuscita e di rimborso?

    ... altre domande

    La Banca d'Italia puo` rispondere negativamente solo al fatto di essere una banca di credito cooperativo. A quel punto bisognera` puntare a qualcosa di piu` grosso e bisognera` continuare a raccogliere il capitale finche` ci saranno 12 miliardi e mezzo. Non ci si ferma quindi perche` ormai questo progetto e` innescato. Bisogna dire che molta gente in Banca d'Italia neanche ci crede, quindi e` una sfida vera e propria che stiamo lanciando e va continuata.
    Il capitale dove finisce. Il capitale attualmente non potendo essere investito in un'iniziativa a rischio potenziale e` investito a livello speculativo per guadagnare il massimo possibile, in quanto le spese di gestione della banca oggi si basano sull'utilizzo di questi fondi e con contributi che a fondo perso riceviamo da varie realta`. Infatti ci sono notevoli spese di promozione, di pubblicita`, di personale, un paio di persone che lavorano perche` le telefonate sono tantissime e quindi serve qualcuno che dia informazioni. Per cui non potendo gestire tutto cio` con le Mag allora si e` preferito usare provvisoriamente il capitale della Banca Etica in termini che io definisco speculativi ma nel senso che si vanno a comprare nella gran parte titoli di stato.
    Poi sulla scelta degli impieghi. Dicevo prima che le garanzie patrimoniali se fossero solo quelle non garantiremmo nessuno. Allora i criteri di scelta: anzitutto c'e` sempre un ordine di domande per cui il primo criterio di scelta e` quello: l'ordine di ricevimento. Secondo, siccome ormai ci sono delle forti competenze di valutazione dei progetti, ogni Mag ha una propria struttura di servizio e di valutazione e lo stesso sara` per la Banca Etica che si servira` delle Mag per assolvere questa funzione.
    Un altro fortissimo criterio di selezione e` il settore di intervento. Verranno quindi preferiti quelli nei settori che prima si sono definiti come prioritari e ancora di piu` quelli che hanno questa compatibilita` ecologia-economia proprio perche` e` una delle questioni fondamentali oggi sul tappeto.
    Sono anche criteri che si basano molto sulla conoscenza dei soggetti , sulla nostra capacita` di orientarci col mondo che c'e` intorno a noi.
    Per quanto riguarda i tassi noi cerchiamo di applicarli per tutti nella stessa misura, li riduciamo esclusivamente nel momento in cui una realta` non e` in grado di pagare dopo un certo periodo di tempo, allora si cerca di ridurre o di venirgli incontro con delle condizioni di maggior favore.
    Per quanto riguarda l'Europa diciamo che l'esperienza europea riguarda collegamenti col commercio e volontariato internazionale. Voi sapete che esistono gia` delle grosse reti che intervengono: me ne ricordo una. C'e` per esempio una grossa societa` svizzera che da` garanzie internazionali. E' una societa` con la quale si sta entrando in relazione all'interno di un organismo che opera a livello europeo e di cui la Mag 2 e` socia da molto tempo e che si chiama “Inez”. E' un organismo che raggruppa oggi circa quaranta realta` finanziarie di carattere internazionale che vanno dal Bangla Desh agli Stati Uniti, al Canada, al Sud Africa e a varie realta` italiane che hanno possibilita` di relazionarsi. Gia` adesso ci sono forti scambi soprattutto a livello commerciale, non in campo finanziario. E' ovvio che in questo ambito l'aspetto del collegamento Nord-Sud e` molto forte e oggi anche in Italia esiste un'associazione che si chiama “Ired” che vuol dire innovazione e rinnovamento e ricerca. Ired e` nata per essere un collegamento fra le realta` economiche e finanziarie del Sud del mondo e oggi ha creato l'”Ired nord” della quale io faccio parte dove si discute appunto di finanza, cioe` di come riuscire a fare un collegamento fra soggetti finanziari del Sud con soggetti finanziari del Nord e la dove non esistono dare una mano per realizzarli.

    DOMANDE DAL PUBBLICO:
    Esiste nella banca il contenzioso, cioe` qualcosa che possa cautelare i risparmiatori nel caso che i progetti vadano male? Un'altra cosa: sicuramente l'idea della trasparenza e` molto bella pero` c'e` anche il problema del segreto bancario, quindi come ci si porra` di fronte a questo fatto? Io sono per la sua abolizione ma siccome c'e` mi sembra giusto che essendo questa la regola del gioco debba essere mantenuto. E' vero comunque che c'e` nel progetto di questa banca l'idea della sussidiarieta`: cioe` da un aiuto concreto a certe realta` e a certi progetti. Sarebbe interessante pero` vedere anche lo statuto, ma siccome ancora la banca non c'e` vorrei sapere se esiste gia` uno statuto

    Qual e` il contributo che le altre associazioni danno alla Banca Etica e che rapporto c'e` tra la Mag e le altre associazioni ?

    Prima dicevi almeno nei primi anni la Banca Etica finanziera` le associazioni, e poi....Perche` dici almeno nei primi anni??

    ... altre domande

    Comincio dall'ultima domanda io dico almeno nei primi anni per il semplice fatto che io spero di avere tra poco talmente tanti quattrini di dovermi porre il problema di come allargare la mia rete, sempre tenendo conto dei principi fondamentali a cui ci ispiriamo. E' ovvio che il modo di contrattare oggi con la Banca d'Italia e` quello dello scambio: tu mi dai la possibilita` di agire su tutto il territorio nazionale e io limito il tipo di operazione. Pero` nel momento in cui raccolgo i 12 miliardi e mezzo di capitale, e` possibile anche modificare il raggio delle operazioni allargandolo e contattando delle bellissime realta` che magari non sono proprio cooperative ed associazioni, ma iniziative private che pero` per esempio hanno dei terreni con agricoltura biologica o altre forme di intervento di salvaguardia ambientale. E' chiaro che adesso stiamo facendo un discorso “pour parler” in quanto e` ovvio che la priorita` e` per le realta` piu` deboli, e quindi per il mondo del “non profit”, pero` io spero di avere tanti soldi da poterne mettere anche a disposizione per altri.
    Quando le Mag si sono proposte di creare una banca si e` preso anche contatti con le grandi associazioni esistenti perche` da soli sarebbe stato impossibile mettere in moto una banca. Cosi` abbiamo incontrato l'AGESCI, l'ARCI , l'API, la cooperativa Oltremare, Mani Tese, alcuni settori dei sindacati. E con queste realta` ci siamo accordati perche` loro dessero un capitale di una certa consistenza di un miliardo e trecento milioni, che l'ammontare complessivo della Banca Etica, tutte queste associazioni hanno portato il 50%. Quindi complessivamente il capitale portato da tutte queste associazioni e` stato di circa 700 milioni, il resto e` stato raccolto da partecipazioni di vari singoli soggetti che hanno aderito successivamente. Normalmente per costituire una banca non si e` mai fatta una cooperativa e` sempre stato un comitato che poi andava in Banca d'Italia e costituiva la nuova realta`. Noi invece abbiamo costituito una cooperativa perche` volevamo trovare uno strumento piu` adatto a raccogliere il denaro e per poter fare partecipare delle persone in maniera piu` consistente e quindi anche con un consiglio di amministrazione piu` allargato. Di queste realta` all'interno del consiglio di amministrazione ne sono presenti nove: cinque Mag perche` abbiamo chiesto e ottenuto di avere la maggioranza e altre 4 esterne. La cooperativa pero`, vorrei precisare, e` una cooperativa verso la Banca Etica, cioe` ha l'obiettivo di raccogliere il capitale. Successivamente dovra` essere un'altra entita` ad essere costituita, cioe` una banca di credito cooperativo, oppure una SPA oppure una banca popolare. Noi ovviamente puntiamo a una banca di credito cooperativo. A questo punto ci sara` ancora un consiglio di amministrazione composto da quelli che sono i soggetti originari del progetto che sono 22 realta` che potete trovare elencate nel volumetto di presentazione della Banca Etica. Sono quelle che in qualche modo garantiranno una copertura politco-sociale del progetto. In effetti dietro tutto questo organismo c'e` una precedente associazione. Alla meta` del '94 quando era stata immaginata questa cosa si e` cominciata a costituire un'associazione che venne chiamata “Associazione verso la Banca Etica”, proprio perche` si intendeva mettere in moto tutto il processo culturale, poi si e` capito che era meglio per raccogliere il capitale costituire una cooperativa, perche` l'associazione era un po' troppo complicata. Oggi esistono entrambe le realta`: la cooperativa che continua la raccolta del capitale, mentre l'associazione e` attualmente ferma. La nostra idea e` quella di dare all'associazione un compito di controllo. Cioe` avra` l'obiettivo di controllare, essere una sorta di coscienza critica di tutto il progetto Banca Etica, ma non solo. Avra` anche i compito di valutare tutti quegli strumenti etici che emergeranno successivamente. Quindi si vuole creare una sorta di comitato dei garanti che approfondira` le tematiche relative all'eticita` in campo finanziario e che prendera` in esame anche tutta una serie di progetti esistenti a livello europeo. Dell'associazione faranno parte le 22 realta` che hanno dato vita al progetto, fra queste sono comprese le cinque Mag.

    Per quanto riguarda le prime tre questioni poste vorrei partire dall'ultimo punto per precisare una cosa. In effetti non si tratta di un vero e proprio sussidio, e` proprio una valutazione diversa del tipo di intervento necessario, proprio un finanziamento che avra` poi i suoi tempi di rientro. Non e` quindi affatto un contributo dato a fondo perso, ma e` proprio un'analisi vera di tipo finanziario al termine della quale si mette l'analisi di tipo sociale-politico e quindi queste due cose devono essere combinate e ci si basa non tanto sul patrimonio che i vari soggetti sono in grado di garantire ma sulla capacita` di questa realta` di produrre del reddito e rimborsare il denaro che hanno avuto. In altre situazioni pero` ci si basa anche su altri criteri: magari sul fatto che ci sono dei volontari o devono ricevere dei sussidi da parte della regione o hanno progetti che e` possibile controllare direttamente nella loro evoluzione. Sono questi altri criteri molto importanti che ci hanno permesso di avere la gran parte dei progetti regolarmente coperti.

    La questione della trasparenza e` una questione chiave e il segreto bancario e` qualcosa che e` stato costruito ad hoc. Nessuno mi puo` impedire di dichiarare quello che io sto facendo, il segreto bancario e` quello a cui molti si appellano nel momento in cui si vogliono denunciare delle violazioni, per mantenere il segreto sulla loro operativita`. Noi invece dichiariamo immediatamente che questo segreto non ci sara`, di conseguenza chi viene con noi lo sapra` perfettamente fin dall'inizio. Si tratta quindi di una scelta precisa che e` fatta a priori. Non penso che qualcuno ci possa impedire di fare questa scelta, per il semplice fatto che sara` esplicitamente dichiarato anche nel nostro statuto che leggera` perfino la Banca d'Italia.

    Sulla questione del contenzioso la domanda posta e` veramente interessante. La domanda era: puo` un'istituzione come la Banca Etica avere il contenzioso? Diciamo anzitutto che contenzioso sono quei progetti che stanno andando male e che hanno difficolta` a rimborsare e che percio` sono messi in un conto a parte perche` o si deve andare a richiedere forzatamente il rimborso o c'e` in atto qualche procedura con avvocati per il recupero delle somme che difficilmente vengono recuperate. Ecco io rispondo a questo domanda dicendo che e` capitato moltissime volte che alcune realta` che avevano scadenze da rispettare dicessero non siamo in grado di farlo. Fino ad un certo punto e` possibile rimandare il rimborso, ma poi se la cosa continua bisogna affrontare il problema e allora ci sono due modi: o si mette il tutto nelle mani di un legale o, come spesso succede nel nostro caso, si va nella cooperativa in questione, si rianalizza la situazione, si verifica tutto l'andamento, si ripianifica il progetto e allora si puo` dilazionare il rimborso: anziche` in un anno si fa in due tre o anche quattro. Vi sono molte realta` che magari in un anno non rientrano, ma se saltano un anno poi possono ricoprire in una volta sola tutto il denaro ricevuto. Sono quindi criteri di massima elasticita` che difficilmente potrebbero essere attuati da una banca normale. In questo modo noi abbiamo dei contenziosi bassissimi, intorno al 2% che sono proprio valori assolutamente ridicoli.

    DOMANDE DAL PUBBLICO
    Io ho una grossa difficolta` di fondo a capire la Banca Etica dal punto di vista organizzativo, non riesco a vederla, mi chiedo se ci saranno degli uffici, impiegati che ti ricevono, sportelli presso cui rivolgersi, un bancomat da utilizzare. Per cui ti chiedo gentilmente se puoi spiegarmi come funziona dal punto di vista pratico-organizzativo una Mag e quindi come funzionera` la Banca Etica. Un'altra domanda poi: oggi se io dovessi finanziare questa cooperativa che raccoglie il capitale sociale per la Banca Etica, prendo dei dividendi, degli interessi, oppure non prendo nulla?

    Ci sono delle leggi per favorire le societa` non profit ?

    Avete pensato a qualche meccanismo di informazione per le singole persone che finanzieranno la Banca Etica?

    ... altre domande

    Partendo dalla questione dell'informazione. Oggi c'e` un bollettino, ma e` una cosa molto banale, nel senso che oggi l'informazione da dare e` minima; si tratta di raccogliere il capitale il piu` rapidamente possibile, oggi questo e` l'obiettivo primario. Chi vuole avere comunque delle informazioni ulteriori rispetto a quelle che vengono fornite si puo` riferire a quelle realta` piu` vicine, come per esempio la Mag a Milano, oppure a dei referenti locali, ad esempio qui a Vimercate c'e` Barbara. La cosa piu` interessante sara` quando la Banca d'Italia ci avra` dato l'autorizzazione, allora sicuramente si metteranno in moto dei processi di informazione precisi, quindi ci saranno i vari riferimenti sul territorio a cui saranno delegati certi compiti, oppure stiamo immaginando un bollettino di carattere nazionale.

    Per quanto riguarda la legislazione del settore non profit, diciamo che le organizzazioni che avranno scopo sociale, quindi con una serie di caratteristiche previste dalla legge, si baseranno molto sul volontariato, i soci non potranno essere assunti e dovranno fare un'attivita` sociale ben definita, usufruiranno di una legislazione specifica di tipo fiscale, per cui quelle organizzazioni con quelle caratteristiche non pagheranno nessuna tassa. La legge e` ancora in discussione comunque dovrebbe favorire veramente quelle realta` piu` sociali, che fanno attivita` specifiche di utilita` sociale.
    E' comunque evidente che sempre piu` queste realta` sociali dovranno organizzarsi per poter reggere autonomamente di fronte all'intervento degli enti pubblici che andra` sempre piu` assottigliandosi per poi esaurirsi completamente. Ci sara` quindi sempre piu` bisogno di strutture finanziarie in grado di supportare le loro necessita` e quindi sempre piu` avra` senso una realta` alternativa che a questo punto andrebbe bene anche alle banche, perche` almeno si leverebbero un problema indirizzando queste entita` sociali verso altri tipi di realta` .

    Rispondendo all'altra domanda comincio subito sui dividendi: e` ovvio che in questo momento mettere i soldi in capitale sociale della banca non produce alcun dividendo, e` una semplice partecipazione. Ovviamente nel momento in cui qualcuno si ritira si vedra` rimborsato del capitale versato. Il capitale Banca Etica non verra` assolutamente intaccato, vale a dire che tutti i costi che attualmente sono in corso per mettere in moto il processo di raccolta fino al raggiungimento della decisione da parte della Banca d'Italia, sono coperti da altre entrate o a fondo perduto o dagli interessi per l'utilizzo di queste risorse. Quindi sulla Banca Etica non ci sono dividendi.
    Ribadisco di non confondere banca e Mag: la Mag e` un processo gia` iniziato 17 anni fa che ha una sua storia, un suo percorso, una sua continuita` logica. La persona che ha voglia di investire in Mag per sostenere la propria realta` territoriale non fa altro che mettere un certo capitale e su questo capitale matureranno dei dividendi. Il meccanismo della Mag infatti funziona cosi`: non puo` pagare interessi, paga dividendi sul capitale apportato che e` una suddivisione degli utili di fine anno, perche` ricordo e` una societa` che puo` funzionare solo col capitale sociale essendole stato impedito di continuare con i libretti di risparmio che prima aveva. E' una struttura che continuera` ad essere in relazione col territorio, soprattutto nelle piccole realta`, lavorando con una certa elasticita`. Ovvio che la banca, quando ci sara`, sara` piu` rigida nella sua operativita`, questa banca avra` una sede, almeno comincera` con una sede, che sara` uno sportello, pero` non un classico sportello, perche` inizialmente fara` certificati di deposito, fara` conti correnti, fara` libretti di risparmio, non fara` quindi grandi operazioni. Soprattutto il suo obiettivo sara` quello di intervenire nel non profit offrendo il vantaggio di avere il conto corrente e di avere la possibilita` di staccare assegni, cosa che sicuramente e` gia` un passo avanti. Una delle cose che si potranno realizzare con la massima rapidita` sara` anche una carta di credito che permettera` di fare tutta una serie di operazioni.
    Sara` quindi una banca a tutti gli effetti, con tanto di autorizzazione della Banca d'Italia. Poi l'evoluzione sara` quella che sara`, probabilmente acquisiremo maggiore capitale, acquisiremo maggiore possibilita` di operare e puo` benissimo essere che nasceranno anche piu` sportelli. A Milano sicuramente uno sportello ci sara`. Magari non sara` proprio uno sportello classico, pero` sara` un posto dove la gente andra` e dove ci sara` qualcuno che dara` informazioni sulle operazioni che e` possibile effettuare.

    DOMANDA DAL PUBBLICO


    Oggi se io volessi versare dei soldi alla Mag come posso fare? Mi reco a Milano presso uno sportello oppure lo dico semplicemente a te ? Ecco vorrei sapere come funziona la cosa.

    Sul depliant che puoi ritirare presso la Bottega della solidarieta` a Vimercate c'e` scritto tutto: puoi recarti alla tua banca e fare un bonifico, c'e` la domanda di adesione che puoi spedire tramite posta senza neanche il francobollo, oppure puoi telefonare per farti mandare la documentazione se vuoi informarti di piu` prima di associarti. Se poi vuoi indietro il tuo capitale mandi una letterina e noi te lo mandiamo sul tuo conto corrente

    Sembra che queste iniziative pur avendo un fine positivo poi servano a disimpegnare gli enti pubblici dal prendersi certe responsabilita`

    Noi siamo sempre qua a fare qualcosa nel momento in cui il pubblico non funziona Siamo sempre nell'eterno problema se sia meglio sostituirsi all'ente pubblico per risolvere certi problemi oppure se lasciare che le cose vadano ancora piu` a rotoli. Io dico che nel momento in cui noi abbiamo la disponibilita` di un po' di risorse finanziarie e non lasciamo gestire questo patrimonio ad altre persone, ma ce le teniamo un po' noi da gestire e e dicendo noi intendo dire non lasciarlo gestire da un gruppo ristretto di persone che poi decidono loro tutto quello che c'e` da fare, ma che abbia un insieme di caratteristiche che prevedono una serie di controlli, allora qualcosa di nuovo si puo` innescare, quanto durera` non lo so, perche` poi per esempio adesso le casse rurali ed artigiane sono diventate delle banche tradizionali che non hanno molto di diverso rispetto ad una banca normale. A me basterebbe durare vent'anni, perche` magari fra vent'anni ci sara` un altro gruppo che mettera` in piedi una nuova Banca Etica con altri principi.
    In questo momento comunque mancano ancora capitali e persone da poter destinare a questo obiettivo, cominciamo a metterlo in moto e poi stiamo a vedere. Siamo sempre pronti a tirarci indietro nel momento in cui le cose non andranno nel modo giusto, pero` penso che valga assolutamente la pena di cominciare se no veramente le cose non cambiano.