Associazione “con i Campesinos”, Onlus
“ADOTTA UN PROGETTO”
L'associazione "con i Campesinos" è da molti anni impegnata a sostenere microprogetti nei paesi in via di sviluppo e nella diffusione dei prodotti del commercio equo e solidale.
La raccolta di fondi per i progetti avviene attraverso bancarelle di vendita di prodotti, la partecipazione ad eventi e manifestazioni (Sagra di S. Antonio. Etc.), interventi didattici nelle scuole o attraverso l'adozione di progetti da parte di persone o gruppi, sensibili ed attente alla situazione economica e politica del sud del mondo.
Adottare un progetto è molto semplice, è sufficiente compilare il modulo di adesione allegato, indicando chiaramente i dati anagrafici ed il progetto scelto e farlo pervenire all'Associazione per posta all'indirizzo seguente:
Associazione "con i Campesinos"
c/o Loris Rinaldo
via F.lli Bandiera 1/d
20059 Vimercate (MI)
La quota di adozione di ogni singolo progetto è di Euro 180,00, che può essere pagata in un'unica soluzione o a piccole quote mensili di Euro 15,00, sul conto corrente postale n° 42401216 intestato all’Associazione attraverso i bollettini che vi saranno spediti insieme alla documentazione relativa al progetto scelto.
Nel corso dell’anno verrete inoltre informati sull’andamento del progetto con le lettere e le foto inviateci dai responsabili dei progetti sostenuti.
I progetti di cui chiediamo l’adozione sono i seguenti:
Progetto BRASILE:
responsabile: Madre Claudia Strada
Madre Raffaela Corvino
luogo: Centro d’accoglienza e formazione per ragazzi/e di strada ACOPAMEC, nella favela
di Mata Escura, Salvador de Bahia (Bahia).
descrizione progetto: L’ACOPAMEC è una associazione riconosciuta e senza fini di lucro, costituitasi undici anni fa nella comunità parrocchiale di Mata Escura, una favela alla periferia di Salvador, con la finalità di accogliere, assistere e formare i ragazzi e le ragazze di “strada”.
La richiesta di adozione è nel segno della continuità dell’importante lavoro di questa associazione che non è mirato unicamente all’accudimento dei ragazzi, ma ad una loro piena emancipazione umana e sociale, così da garantirgli la possibilità di un pieno reinserimento nel tessuto sociale e lavorativo.
All’interno dell’associazione funzionano case di prima accoglienza, un asilo, un ambulatorio dentistico con annessa scuola per la formazione di assistenti infermiere, un centro di raccolta e lavorazione di materiale di recupero, una panetteria con annessa scuola per panificatori, una scuola professionale di meccanica e per parrucchieri.
Si stanno poi realizzando quattro micro appartamenti destinati all’accoglienza di ragazze madri abbandonate.
Progetto TIBET
responsabile: Dott.ssa Raffaella Chionna
Mr. K. Tempa
luogo: Campo profughi tibetani a Bylakuppe, nel sud dell’India
descrizione: Il campo profughi di Bylakuppe con le sue 15.000 persone ospitate è uno dei più grandi dell’India. I problemi di gestione sono grandi, soprattutto dal punto di vista igienico e sanitario. Ultimamente è stato possibile edificare un piccolo ospedale all’interno del campo ed alcuni dispensari sparsi nella zona.
L’ospedale è tuttora privo di sala operatoria, mentre è stata realizzata una sala
parto.
Per tamponare l’emergenza chirurgica si è riusciti ad acquistare una autoambulanza per
trasportare i malati più gravi in altri ospedali più attrezzati.
Tuttavia permane un'altra emergenza che è la finalizzazione dell’adozione, ovvero
la costruzione di un reparto per malattie infettive.
Ancora adesso infatti i molti malati di tubercolosi ed altre malattie infettive sono costretti a condividere spazi comuni dell’ospedale, con i gravi rischi di diffusione del contagio che ne conseguono.
La
nostra associazione collabora con organizzazioni di cui può verificarne direttamente la gestione dei fondi ad
esse assegnati.
Il contributo di queste adozioni è vitale per il proseguimento
dei progetti e per le persone che ne beneficiano.
In un recente incontro madre Claudia, del progetto Brasile, ci disse: “(..) di fronte all’immensità della povertà che ci circonda, si ha l’impressione che non si possa fare niente, invece è un segno di grande speranza e conforto per la gente che soffre sapere che a migliaia di chilometri, altre persone si preoccupano e lavorano con ogni mezzo per far si che le cose cambino, qualunque cosa possiate fare, anche se apparentemente piccola, fatela. (..)”
Grazie