Associazione " Con i Campesinos" -=-
Coop." Meridiana 2"
Azioni e Riflessioni per il quotidiano.

----============= SUR Marzo '95 - n.2 ==========----
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"Chi è!?" si chiede solitamente quando qualcuno bussa alla nostra porta. E ci attendiamo che dall'altra parte quel qualcuno si i qualifichi, finendo così di essere una presenza anonima . Col primo numero di Sur abbiamo voluto sovvertire questa regola di comportamento. Nello scorso editoriale abbiamo prima dichiarato cosa ci siamo venuti a fare nelle vostre case con questo foglio. Ci sembrava più urgente presentarci così, provando a superare le solite diffidenze. Abbiamo però suscitato un interrogativo legittimo fra amici e lettori e alcuni ci hanno chiesto: " Chi siete?" Allora è pensiamo sia giunto il momento di presentarci. I singoli redattori che hanno firmato gli articoli lo hanno già fatto personalmente, ma questi a loro volta sono componenti di due gruppi, la "Meridiana 2" e "Con i Campesinos", su cui vale la pena di spendere qualche parola. La Meridiana 2 è una cooperativa costituitasi nel 1989, interviene nell'ambito del disagio giovanile accogliendo giovani tossicodipendenti che intendono riabilitarsi. "Con i campesinos" è un'associazione composta da volontari che, con diverse iniziative, raccolgono fondi per sostenere microprogetti di sviluppo nel Sud del mondo e svolgono attività di informazione per la diffusione delle tematiche riguardanti il sottosviluppo. Due gruppi diversi che, dopo intens confronti, hanno trovato almeno un punto in comune: credono entrambi nella solidarietà e nella cooperazione con chi dalla storia è stato tagliato fuori perché non abbastanza ricco e potente o perché, troppo fragile, si è infilato nei vicoli ciechi dell'emarginazione. |
Si dovrebbe gridare che questa
esclusione è un'ingiustizia, ma
ciò non basta, bisogna far sapere
che anche i "dannati della terra",
come li chiamava Franz Fanon,
hanno qualcosa da dire che è
importante ascoltare e conoscere.
Per rispondere a questo appello i
due gruppi hanno messo insieme
forze ed energie per far nascere 3
anni fa a Vimercate la Bottega
della Solidarietà, uno strumento
per finanziare la casa di
accoglienza recupero
tossicodipendenti della Meridiana
e per raccogliere fondi per i
microprogetti di sviluppo promossi
dall'associazione "Con i
campesinos", ma anche un mezzo per
diffondere culture e tradizioni
del Sud del mondo spesso poco
conosciute . Oggi le stesse persone con il medesimo intento hanno dato vita a Sur. Rivista fatta con pochi mezzi che cerca ambiziosamente di risvegliare le memorie per ricordare che il Sud del mondo, il mondo dell'emarginazione, esiste ed è importante cercare non solo di rendersene conto ma anche di muoversi per andargli incontro, spezzando il cerchio di indifferenza che lo attornia. A questo punto il nostro biglietto da visita è completo, ora lo giriamo e lo passiamo ai lettori, chiediamo loro di farsi (ri)conoscere, di battere alla nostra porta per dirci :"Il vostro progetto può andare, io però aggiungerei........" |
INTRODUZIONE
Da Jeune Afrique, prestigiosa rivista in lingua francese proponiamo un articolo per tornare a riflettere sul dramma del Rwanda, insanguinato da una guerra civile che ha lasciato segni profondi di distruzione nel paese .
Il testo che proponiamo
cerca di scavare dentro le ragioni che hanno causato il genocidio in
Rwanda. La tesi riportata è in disaccordo con quanto era stato
scritto da molti giornali durante la guerra, che riconoscevano come
radici del conflitto odii antichissimi fra le due popolazioni Hutu e
Tutsi. Qui invece si abbandona il piano etnologico per abbracciarne
uno storico. E il periodo storico è quello molto recente
dell'occupazione coloniale a cui si fa risolire l'inizio delle
divisioni razziali, indicando poi tutte le forze che hanno
contribuito ad accrescere gli odii inter-etnici per propri interessi
di potere .
LA RESPONSABILITA' DEI BELGI
LA RESPONSABILITA' DI HABYARIMANA LA RESPONSABILIT· DEGLI ALLEATI REGIONALI LA RESPONSABILIT· DEL FRONTE PATRIOTTICO RWANDESE LA RESPONSABILIT· DI PARIGI E WASHINGTON
Il colonialismo ha in effetti una pesante responsabilità nel dramma attuale.
Non esiste un odio, ancestrale fra Hutu e Tusti e le più recenti
ricerche storiche hanno dimostrato che la pretesa dominazione assoluta
dei primi sui secondi durante l'epoca pre-coloniale è stata
largamente sopravvalutata.
"All'inizio del XX_ secolo" sottolinea Basil Davidson " condividevano
la stessa coscienza storica e il senso di ap- partenenza ad una
patria comune".
Nello spazio di 3 o 4 decenni la colonizzazione ha
sconvolto gli antichi rapporti, rendendosi responsabile del progetto
di differenziare i Tutsi, allevatori dai lineamenti fini e slanciati,
venuti dal nord, dagli Hutu, agricoltori e indigeni,tarchiati, scuri
e grossolani. Privilegiando i primi a danno dei secondi, poi
abbandonando brutalmente i loro protetti alla fine degli anni '50 nel
momento dell'indipendenza, i Belgi hanno accentuato e irrigidito
Il regime di Juvenal Habyrimana, che
ha "regnato"sul Rwanda per vent'anni, appare ora sotto una nuova
luce. Bisogna certo rendergli un pò di giustizia . Più paternalista
e autoritario che vero e proprio dittatore non può certo dirsi la
copia di un Mobutu. Non si è arricchito, e il suo livello di vita è
rimasto piuttosto modesto. Corruzione e spreco sono stati contenuti
entro limiti ragionevoli e fino ad un certo punto lo sviluppo
economico del paese è stato reale. Ma questo "Hutu del nord" che
aveva già, quando era capo di stato maggiore, diretto la repressione
contro i Tutsi nel 1964, è stato vittima della sua politica poco
stabile e dei suoi stessi collaboratori.
Infatti sotto la copertura
di una politica d'equilibrio regionale ed etnico, Tutsi e Hutu del
sud sono stati largamente emarginati . Infine i suoi collaboratori
più fedeli, i suoi stessi famigliari si sono dati da fare per
ritardare una transizione democratica che ricomponesse le divisioni
razziali esacerbate dalla colonizzazione . In questo ultimo mese
Habyarimana è sembrato completamente spiazzato dalla proliferazione
di milizie e squadroni della morte spesso so- stenuti dai suoi stessi
collaboratori.
L'antagonismo etnico generatosi negli anni '50 si è
così diffuso fra la popolazione, soprattutto fra i giovani
disoccupati dei villaggi .
Nel dramma attuale si intravede la rivalità fra Mobuto, capo di stato
dello Zaire e Museveni, presidente dell'Uganda, per la conquista
della leadership nella regione dei grandi laghi .
Il primo non ha a
priori delle preferenze etniche, infatti ha sostenuto fino all'ultimo
il suo amico hutu Habyarimana, così come era intervenuto all'inizio
degli anni '70 in Burundi in favore del Tutsi Michael Micombero. Il
secondo gioca un ruolo molto più diretto. Sono numerosi i quadri del
FPR che fanno parte del suo esercito; l'Uganda è per questo movimento
una base sicura e una fonte di approvvigionamento.
Certi commentatori vorrebbero vedere
in questo fronte, costituito per la maggioranza da Tusti in esilio,
un movimento di liberazione accorso in soccorso dei Rwandesi
oppressi. L'analisi è un pò troppo frettolosa. Il FPR ha
attraversato varie fasi di transizione; conta dei duri nelle sue
fila, fra i quali spicca il nome del generale Paul Kagame, inoltre il
passato di certi suoi dirigenti, non brilla certo per coerenza.
Ô il
caso del suo presidente Alexis Kayarengwe, un Hutu che fu già
ministro dell'interno di Habyarimana negli anni '70 e si era messo in
luce per una politica troppo etnicista. Altra personalità del FPR
dal passato piuttosto torbido è Lizinde, che fu responsabile
dell'informazione durante il governo di Habyarimana.
Complessivamente si può dire che nel FPR i rancori e i conti da
regolare pesano molto di più sulla bilancia di tanti proclami
retorici. Inoltre la simbiosi fra FPR e l'esercito ugandese suscita
legittimi sospetti sul grado di autonomia di questo movimento.
Infine il radicalismo di cui ha dato prova in questi ultimi mesi,
rifiutando ogni idea di amnistia ha contribuito non poco a far
precipitare la situazione.
Se la principale responsabilità francese in questo affare è di non
aver saputo bloccare in tempo la fase più estrema di Habyrimana (o
più esattamente di non aver fatto pressione su quest'ultimo perchè
egli moderasse il suo "entourage" ), quello degli Americani è senza
dubbio di aver incoraggiato il FPR.
Dal 1990, l'Eliseo si è
direttamente impegnato per il sostegno pressochè incondizionato del
presidente Rwandese per fronteggiare la "minaccia anglofona"
costituita dall' Uganda, senza utilizzare, come contropartita, la sua
influenza per neutralizzare l'ala dura del regime.
Dal canto suo
l'amministrazione Clinton, così come quelle che l'avevano preceduta,
è molto favorevole a Museveni, presentato come un modello di
stabilità politica, e al FPR di cui, certi quadri, hanno seguito
corsi militari negli Stati Uniti.
PERCHÔ UNA TALE VIOLENZA?
CONCLUSIONE
La violenza, il clima di intimidazione, le percosse, le
umiliazioni insieme al lavoro, alla protezione, alle attenzioni, alle
cure erano destinate alla vita. Una seconda questione:
educare, come? [Vito D.]
Se le intenzioni di Muccioli sono quelle emerse in
tribunale c'è d'allibirsi, ma conviene ANZITUTTO RIFLETTERE, perché
simili atteggiamenti sono sempre stati presenti nella storia
dell'uomo, in particolare della sua educazione. Tanto che c'è da
domandarsi se non siano qualcosa di inerente alla nostra natura, cui
bisogna opporsi con grande consapevolezza per sradicarli dalle nostre
(dis)umane abitudini.
Noi stessi siamo allo stesso tempo docenti e
discepoli, educatori ed educandi. In veste di educandi soffriamo
l'ingiustizia, nelle vesti di educatori proponiamo ciò che abbiamo
sofferto.
Quanti di noi aderiscono al detto " Mazza e panella fanno
figli belli, pane senza mazza fanno i figli pazzi" ? Quanti di noi
nell'avviamento al lavoro hanno provato, facendo il "garzone" il
rispettabilissimo "metodo pedagogico" del nostro superiore (le famose
"quater pesciad in del ...") Muccioli e, ahimè, noi siamo in linea
con una lunga tradizione, che sta un po' esagerando: i bambini vanno
battuti. "Chi risparmia il bastone odia i suoi figli" si può leggere
nella
Bibbia . Nell'antica Grecia insigni educatori, considerando il
bambino fra tutti i viventi il più difficile da trattare, solevano
dire. " dov'è la cinghia di cuoio?, dov'è il nerbo di bue con cui
punisco i discoli e quelli che scappano? E potrebbe continuare.
Illustri educatori hanno sempre espresso la contraddito- rietà dei
comportamenti umani; sempre, all'amore per i cuccioli dell'uomo si è
accompagnata l'insofferenza e tal volta l'odio per la loro
irrequietezza, contraria ai costumi della storia e della società. E
allora come rispondere? Forse con la comprensione e il
giustificazionismo per il misto naturale di amore-odio insito nel
rapporto educativo, oppure con il rifiuto più totale a queste
pratiche innaturali e antistoriche? Noi siamo per questa seconda
tesi, perciò non va invocato come attenuante il bene che Muccioli ha
fatto salvando dalla droga molti giovani.
Noi dobbiamo avere il
coraggio di colpire questo "sadismo pedagogico" perpetrato in una
porcilaia, e i tentativi di nasconderlo o giustificarlo, affinché
quel male non si compia ancora, o almeno non abbia il nostro
beneplacito.
MAG2 E' una cooperativa finanziaria, iscritta all'Ufficio Italiano Cambi (come tutte le società finanziarie).In seguito a recenti leggi può solo operare con il capitale sociale, sul quale però viene applicato un tasso d'interesse nella forma di "aumento gratuito delle quote a di capitale sociale". Aldilà della forma, il suo funzionamento è simile a quello di un deposito bancario.
I numeri della coop. MAG2: siete pronti? premi QUI >
CTM MAG Questa MAG ha scelto la struttura del consorzio, ovvero di collettore di risparmi di una vasta rete di cooperative. Il punto di riferimento per Milano e dintorni e la cooperativa CHICO MENDES. Chico Mendes come tutte le cooperative può raccogliere depositi di risparmio tra i soci, finalizzati al conseguimento dello oggetto sociale. Per investire in CTM Mag è necessario prima diventare soci di Chico Mendes, sottoscrivendo un minimo di quote di capitale sociale (50.000, sul quale non si maturano interessi), poi aprire un vero e proprio libretto di risparmio in cui versare e prelevare denaro, e sul quale viene applicato il tasso d'interesse stabilito.
I numeri di Chico Mendes, siete pronti? premi QUA
[ CTM MAG Coop. Chico Mendes ]
[ MAG 2 ]
[ n.d.r: purtroppo la versione elettronica di SUR arriva in ritardo,
percui l'iniziativa che si teneva a Vimercate il 17,24,31 Marzo
è già passate; inutile quindi sprecare byte per informare
del iniziativa ormai scorsa. Diciamo soltanto che è andata bene,
MOLTO bene, abbiamo avuto una grande partecipazione e un grande
incentivo, anche attraverso il questionario distribuito nell'ultima
serata, a contiuare su questa strada.
Ci rivedremo! Mille grazie a tutti i partecipanti. ]
Il 2 ø ciclo di conferenze e di incontri si sposta dalla ex-biblioteca di Vimercate al Bloom di Mezzago, dove il dibattito e il confronto si coloreranno di musiche e di danze, passeranno attraverso la pellicola di un film e calcheranno le scene di un palcoscenico. Prima di spiegare meglio di che cosa si tratti vorremmo dire che già l'organizzazione di questa iniziativa ha in se' qualcosa di molto positivo: essa e' infatti il frutto della collaborazione della associazione "Con i campesinos" con un gruppo molto simile per composizione e finalità: il gruppo "Alice". Il 9 maggio l'Africa sbarca al Bloom di Mezzago con 2 serate (9 e 10) dedicate al cinema africano, con il film "La Legge" del Regista Idrissa Ouedraogo, che sarà introdotto da un esperto di questo particolare fenomeno artistico. Il giorno 11 sarà dedicato al dibattito sui temi dell'immigrazione, saranno presenti esperti nazionali, rappresentanti locali del COI e con qualche testimonianza diretta. E' poi la volta (Sabato 13) di un concerto del gruppo N'DIAE ROSE, una "band" Senegalese che si esibisce in canti e danze africane.Nella quarta serata (domenica 14), un gruppo teatrale di Arcore chiamato "nome" ci dara' la sua interpretazione di un'opera dell'autore nigeriano Soynka, premio nobel per la letteratura. E non e' tutto: durante tutto il pomeriggio parlerà ancora africano dato che sia l'associazione "Con i Campesinos" che il gruppo "Alice" allestiranno bancarelle e stand con prodotti artigianali del Sud del mondo. CALENDARIO < Che dire? La nostra speranza e' quello di riuscire ad offrire alle persone un quadro dell'Africa il più completo e variegato possibile. Il secondo proposito e' quello di permettere alle persone che sono interessate di incontrarsi e confrontarsi e a quelle che poco sanno e conoscono dell'Africa, di avvicinarsi, passando dalla porta che preferiscono, a questo universo di problemi contraddizioni e speranze. [Chiara G.]
"I COLORI DEL NERO"
al BLOOM di MEZZAGOMartedì 9 MAGGIO '95 Film: "La legge"
Mercoledì 10 MAGGIO '95 Film: "La legge"
Giovedì 11 MAGGIO '95 Dibattito sull'immigrazione
Sabato 13 MAGGIO '95 CONCERTO: N'DIAE ROSE (Senegal)
Domenica 14 MAGGIO '95 TEATRO: "La danza della foresta"
Bisogna assolutamente correre ai ripari, fare un po' di economia,
ridurre spese...per esempio, quel tozzo di pane secco, si, quello che
normalmente davamo al gatto del cortile....beh, meglio evitare simili
sprechi ! Se lo teniamo da parte, un pezzo oggi, uno domani, quando
ne abbiamo un sacchetto pieno lo portiamo dal prestinaio. Lui ne fa
del pan grattato, vedrai, ce lo paga bene .... o magari ci fa lo
sconto sulle uova di storione.....un po' mi dispiace per il
gatto..... beh... comunque è una questione di sopravvivenza, o noi
o lui, non mi posso certo rovinare per un gatto... e poi in qualche
modo si arrangerà. " Paradossale, vero? Fin troppo direte.
Dall'89 al '93 la percentuale sul Prodotto Interno Lordo ( P.I.L. )
di fondi destinati ai finanziamenti ai paesi in via di sviluppo si è
progressivamente ridotta dal 0.42% allo 0.19%. E questo in barba a
tutti gli accordi internazionali presi, nei quali il nostro paese si
impegnava a stanziare lo 0,7% del propio P.I.L. in progetti di
cooperazione. E' la solita mentalità di chi
sta bene e vuole togliersi un peso dalla coscienza con il minimo
sforzo, anzi senza sforzo alcuno. Quando ci renderemo conto che non
e' delle nostre elemosina che hanno bisogno i paesi poveri del mondo?
Ma c'è un altro aspetto che deve farci riflettere
maggiormente: i tagli sono avvenuti in massima parte a carico dei
progetti proposti da O.N.G. (Organizzazioni Non Governative ) o da
associazioni di volontariato; il sistema della cooperazione
finanziaria attraverso crediti agevolati alle imprese ( che, come sta
accertando la magistratura, si sono comportate come vere e proprie
associazioni a delinquere ) ne è stato interessato in quantità molto
minore.
Come dire insomma, che chi ha lavorato bene, con coscienza e
spirito di solidarietà non ha meritato la stessa fiducia di chi
invece ha trovato nel "business" della cooperazione una gallina dalle
uova d'oro.
Ancora una volta non si tratta di una novità assoluta:
basti pensare che solo il 3% dei fondi globalmente stanziati per la
cooperazione con i paesi in via di sviluppo passano attraverso la
gestione di O.N.G. e associazioni di volontariato. Si sono
finanziate spesso imprese corrotte a scapito di ben pianificati
progetti di autosufficienza e liberazione economica.
Anche quando i
finanziamenti arrivano i ritardi sono tali da compromettere
seriamente la buona riuscita degli interventi. I tempi sono
all'ordine dei 3-4 anni e le O.N.G. spesso, per non dire sempre,
sono costrette ad anticipare di tasca propria capitali a volte molto
ingenti esponendosi a rischi elevati ( sopratutto quando, come è
successo, poi i soldi non arrivano ).
Nel triennio 91-93 su 449
progetti presentati, solo 269 hanno passato l'iter burocratico e nel
Settembre '93 solo una ventina avevano ricevuto una prima trance dei
finanziamenti. Ma più di tutti valga a spiegare la crisi in cui si
trovano le O.N.G. in Italia il seguente dato fornito dalla FOCSIV:
dai 1000 volontari impiegati in missione nel '89 si è scesi ai 400
nel '93 . Certo, una parte di colpa le O.N.G. devono assumersela.
Nel corso degli anni si è assistito ad un progressivo "impigrimento"
di alcune realtà troppo adagiatesi sugli allori del finanziamento
statale, all'impoverimento dell'essenziale radicamento nel
territorio, al fiorire di agenzie per la cooperazione che sempre meno
avevano a che fare con l'originale matrice di impegno diretto, in
prima persona nelle realtà di disagio. Resta comunque un fatto
inequivocabile : la volontà da parte dello Stato, di ridurre il
propio impegno verso le forme più sane di cooperazione, di volere
ancora una volta, all'insegna di una magari legittima esigenza di
risparmio, rivalersi sui più deboli ed indifesi, quando sono ben
altri gli sprechi ed i mali da sanare.
Non e' certo con qualche briciola che si potrà ridurre ed annullare
in maniera definitiva il divario economico che esiste tra il Nord e
il Sud del mondo.
Deve cambiare il modo di pensare. Bisogna
rendersi conto che tutto ciò non potrà non costarci fatica e qualche
sacrificio, qualche rinuncia, magari anche consistenti. Ma questo
non lo si dice, non lo si vuole ammettere, si preferisce portare
avanti la mentalità del "meglio poco che niente". E la gente,
allora, non si abitua all'idea. Non ritiene che sia legittimo il
doversi privare del proprio benessere per favorire quello di un
altro. Non rientra negli schemi mentali cui ci ha abituato questa
società, quindi non e' compreso.
Bisognerebbe che il messaggio
invece cominciasse a filtrare, che alla gente si spiegasse che i
motivi per cui milioni di persone soffrono ancora la fame non sono
legati all'assenza di risorse alimentari nel mondo, ma all'enorme ed
immorale squilibrio nella loro ripartizione. Allora manovre come
quelle ordite ai danni della cooperazione internazionale non
sarebbero tollerate dalla stessa opinione pubblica, sarebbero
riconosciute per quello che sono, dei veri e propri atti criminali ai
danni di chi, non per sua colpa, si trova nelle condizioni del gatto
del cortile, dipendente suo malgrado dal tozzo di pane che noi, con
grande magnanimità, oggi decidiamo di dargli, ma domani, sfiorati dal
minimo accenno di disagio, subito ritiriamo.
Le O.N.G. hanno sempre
rifiutato questa logica da "buon Samaritano", realizzando interventi
il semplice intervento assistenziale, nella diffusione di una cultura
di concreta solidarietà e di intervento diretto e "impegnativo" dal
punto di vista delle prese di responsabilità e dei sacrifici. Il
gatto del cortile infondo non ha veramente bisogno del nostro tozzo
di pane, ma di essere liberato dalla gabbia in cui lo abbiamo messo,
questo si.
* Il settore Files contenente documenti, articoli, statistiche,
materiale tutto trasferibile in tempi brevissimi sul proprio computer.
* il settore Messaggi, suddiviso in oltre 40 aree, dalle quali è
possibile leggere messaggi veicolati dalle reti affiliate. Esistono
anche aree internazionali disponibili in lettura . I temi della
messaggistica spaziano dalle problematiche riguardanti volontariato e
cooperazione, alle tematiche sociali, all'ambiente alla pace.
Nel settore Files di AICOS BBS è possibile trovare la nostra rivista
"Sur" edita in una originale versione ipertesto. E' possibile
prelevare Sur e divulgarla liberamente . Per collegarsi ad AICOS è
necessario possedere un computer e un modem collegato ad una linea
telefonica.
Il numero da comporre è 02/2610661.
AICOS
BBS: LA BANCA DATI SULLA COOPERAZIONE E IL VOLONTARIATO
Aicos BBS è una banca dati nata dall'esigenza di
far circolare informazioni , dati e notizie sul volontariato e la
cooperazione internazionale, sui paesi del Sud del mondo, sui temi
della pace e dell'ambiente . Il BBS consiste in un computer attivo 24
ore su 24, dal quale è possibile reperire gratuitamente informazioni
in formato elettronico e ricevere e inviare messaggi in tutta Italia,
attraverso le reti Fidonet e
Peacelink, alle quali AICOS BBS è
collegata . Essenzialmente la banca dati e strutturata in due settori:
Il Servizio del Coordinamento dei Comuni della ex Ussl 60, ora Ambito 28, che dà informazioni anche su scuole e corsi di formazione, sul turismo "giovane", sul servizio di leva e sull'obiezione di coscienza, e su tanto altro ancora, ha concentrato proprio rispetto al lavoro molta parte del suo impegno.
Qui, chi è in cerca della prima occupazione o
di un nuovo impiego può trovare diverse rassegne di inserzioni
pubblicate dalle aziende sui settimanali locali, può inserire il
proprio nominativo con le proprie caratteristiche formative e
professionali in una banca dati a disposizione di tutte le aziende
che vogliono consultarla, può ancora inviare un'inserzione ai
giornali locali che la pubblicano gratuitamente o alla banca dati su
videotel del "Sole 24Ore".
Gli operatori poi sono a disposizione per dare qualche "dritta" nella stesura di un curriculum o di una domanda di assunzione, e ancora si può consultare una banca dati con inseriti tutti i concorsi pubblici banditi da Comuni ed Ussl di tutta la regione Lombardia. Oltre che la tappa irrinunciabile all'Ufficio di Collocamento e la necessità di muovere i più diversificati canali di informazione sulle possibilità di lavoro (parenti, amici, vicini di casa, ecc.), quello dell'Informagiovani diventa un passaggio utilissimo per incrementare le proprie possibilità di successo nella ricerca di un posto di lavoro. E perchè no, si possono avere anche le prime informazioni su come mettersi in proprio.
L'appuntamento quindi è in via Cavour al numero 74, mercoledì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30 ed il giovedì dalle 10.00 alle 12.00. Oppure si può andare alla sede di Arcore, in via Gorizia 20, martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30.